Durezza dell’acqua: cos’è, come si misura e quali effetti ha su impianti, elettrodomestici e salute

La durezza dell’acqua è uno dei principali parametri utilizzati per descriverne le caratteristiche.
Indica la concentrazione di sali minerali, principalmente calcio e magnesio, naturalmente disciolti nell’acqua.
Questi minerali vengono assorbiti durante il percorso dell’acqua attraverso rocce e terreni, motivo per cui la durezza può variare sensibilmente da una zona all’altra.
La durezza non rappresenta un indice di inquinamento e non significa che l’acqua sia di qualità inferiore.
Si tratta semplicemente di una caratteristica naturale che può influenzare il funzionamento degli impianti, degli elettrodomestici e alcune attività quotidiane.

Da cosa dipende la durezza dell’acqua?

L’acqua piovana, infiltrandosi nel terreno, attraversa strati di rocce calcaree e dolomitiche.
Durante questo percorso scioglie naturalmente calcio e magnesio che rimangono disciolti nell’acqua.
Maggiore è il contatto con questi minerali, maggiore sarà la durezza dell’acqua.
Per questo motivo esistono territori caratterizzati da acque molto dolci e altri dove l’acqua presenta una concentrazione elevata di sali minerali.

Durezza temporanea e durezza permanente

La durezza dell’acqua viene generalmente distinta in due categorie.
La durezza temporanea è dovuta principalmente ai bicarbonati di calcio e magnesio.
Quando l’acqua viene riscaldata questi sali tendono a precipitare formando il classico calcare che si deposita su resistenze, tubazioni e scambiatori di calore.
La durezza permanente è invece causata dalla presenza di solfati, cloruri e altri sali di calcio e magnesio.
Questa componente non viene eliminata con il semplice riscaldamento dell’acqua e contribuisce anch’essa alla formazione di incrostazioni negli impianti.

Come si misura la durezza dell’acqua?

La durezza viene normalmente espressa in gradi francesi (°f) oppure in milligrammi per litro (mg/L) di carbonato di calcio equivalente.
In base ai valori rilevati l’acqua può essere classificata in diverse categorie.
Un’acqua con durezza inferiore a 7 °f viene considerata dolce.
Tra 7 e 14 °f si parla di acqua moderatamente dura.
Tra 14 e 22 °f l’acqua viene classificata come dura.
Oltre i 22 °f si considera acqua molto dura.
Conoscere questo valore permette di comprendere meglio il comportamento dell’acqua all’interno degli impianti domestici e industriali.

Quali effetti ha un’acqua dura?

L’effetto più evidente è la formazione del calcare.
Con il tempo il carbonato di calcio tende a depositarsi all’interno delle tubazioni, delle caldaie, degli scaldabagni, delle resistenze elettriche e degli elettrodomestici.
Queste incrostazioni riducono lo scambio termico, aumentano i consumi energetici e possono diminuire la durata delle apparecchiature.
Anche rubinetti, soffioni della doccia, sanitari e superfici della cucina possono presentare depositi biancastri difficili da rimuovere.

Gli effetti nelle attività domestiche

L’acqua dura influisce anche sulle normali attività quotidiane.
La presenza di calcio e magnesio riduce l’efficacia di saponi e detergenti, rendendo spesso necessario utilizzarne quantità maggiori.
Sui bicchieri e sulle stoviglie possono comparire aloni dovuti ai residui minerali.
Anche i tessuti possono risultare meno morbidi dopo il lavaggio e gli elettrodomestici richiedere interventi di manutenzione più frequenti.

L’acqua dura fa male alla salute?

No.
La durezza dell’acqua non rappresenta un pericolo per la salute.
Calcio e magnesio sono minerali fondamentali per l’organismo e contribuiscono al normale fabbisogno nutrizionale.
Per questo motivo un’acqua dura può essere tranquillamente utilizzata per bere e cucinare, salvo diverse indicazioni del medico in presenza di particolari patologie.
La scelta di ridurre la durezza dell’acqua nasce principalmente dall’esigenza di proteggere gli impianti e migliorare il comfort domestico.

Come ridurre la durezza dell’acqua?

Quando la durezza provoca problemi importanti è possibile installare sistemi di trattamento specifici.
Gli addolcitori a scambio ionico rappresentano la soluzione più diffusa e consentono di ridurre la concentrazione di calcio e magnesio presenti nell’acqua.
Esistono inoltre sistemi anticalcare che limitano la formazione delle incrostazioni senza modificare in modo significativo la composizione chimica dell’acqua.
La scelta della soluzione più adatta deve sempre essere effettuata in base alle caratteristiche dell’impianto e ai risultati delle analisi dell’acqua.

Perché è importante conoscere la durezza dell’acqua?

Conoscere la durezza permette di prevenire la formazione di calcare, migliorare l’efficienza degli impianti e scegliere correttamente eventuali sistemi di trattamento.
Un’analisi dell’acqua eseguita da un laboratorio qualificato consente di determinare con precisione questo parametro insieme a molti altri valori chimici e microbiologici.
Solo partendo da dati certi è possibile individuare le soluzioni più efficaci per proteggere gli impianti, ottimizzare i consumi e garantire una gestione corretta dell’acqua destinata all’uso domestico.

Richiedi Informazioni






    Salvatore Abbate

    Author Salvatore Abbate

    More posts by Salvatore Abbate

    Leave a Reply